Rileggiamo la storia del territorio alpino e del suo utilizzo

Comunicato no. 1 di “Cascine e stalle”

Vedi anche su   www.cascinestalle.ch

 

Presa di posizione pubblica del Comitato “Cascine e stalle”

sulla situazione giuridica attuale del problema dei “rustici” nel Cantone Ticino.

All’attenzione della popolazione ticinese e di tutte le autorità politiche ed amministrative.

 

Il comitato Cascine e stalle ha preso atto di quanto detto dall’on. Marco Borradori alla conferenza stampa di giovedì 23 settembre. In particolare:

 

  1. che la trattativa attuale con le autorità federali ( ARE ) è in fase avanzata, per un possibile accordo sul PUC.
  2. Che esistono ancora dei punti importanti sui quali l’autorità federale non è d’accordo con il Cantone, ragione per cui l’ARE presenterà formale ricorso sul PUC in attesa degli sviluppi del caso.
  3. Il consigliere di Stato Marco Borradori ha riconosciuto che in passato le autorità cantonali hanno concesso permessi senza il rispetto della necessaria base legale federale, ragione per cui il Consiglio federale aveva definito “preoccupante” la situazione dei rapporti giuridici tra Cantone e Confederazione in questo ambito ( v. la risposta Consiglio Federale alla interpellanza dell’on. Fabio Abate, 2007, vedi http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20073447 ).
  4. Che la scelta di non rispettare la legge federale era stata dettata dalla necessità di poter continuare a concedere autorizzazioni per riattare rustici. Ma che in molti casi sono stati applicati criteri diversi e non chiari nella concessione dei permessi, a seconda dei casi.

 

Su questi quattro punti osserviamo che:

Su 1) e 2) : le trattative con l’ARE dovevano per lo meno attendere che i cittadini ticinesi ed i diversi enti interessati si potessero esprimere sul PUC ( dal 20.9 al 19.10 2010 , consultazione in corso ). Se il DT tratta con Berna senza prima aver visto quale posizione viene espressa dai diretti interessati, significa che lo stato di diritto viene stravolto, e considerato inessenziale dalle stesse autorità nella misura in cui ci si preoccupa di rispettarne solo la lettera, e non la sostanza.

 

Su 3) : questa palese contraddizione ( mancato rispetto della legge federale da parte del DT, ma contemporanea, discrezionale, impugnazione di punti qualificanti della legge stessa da parte dell’ufficio che concedeva i permessi ) ha generato una situazione di caos giuridico come quella che stiamo vivendo. Tutto questo richiede oggi che il Dipartimento del Territorio , nella persona dell’on. Borradori , ed il Consiglio di Stato in corpore, si assumano le loro responsabilità ( politiche e giuridiche ) davanti alla popolazione tutta per questa situazione, invece di continuare ad attribuire colpe solo ai singoli cittadini che “abusano”, scaricando su di loro le conseguenze prodotte dalle scelte operative di cui sono responsabili le autorità politiche.

 

Su 4): Se questa affermazione vuole essere ( nelle intenzioni di Borradori ) una “giustificazione” per i Ticinesi che credono ancora alla favola che Berna = balivi , e che quindi sia giusto procedere in questo modo per difendere gli interessi ticinesi, questa stessa “spiegazione” conferma l’incapacità ( o l’impossibilità ? ) dei responsabili politici del DT ( oggi come in passato, Borradori come Respini , e altri prima di loro ), di porre esplicitamente il problema della necessità di cambiare la legge federale, sottoponendo a livello parlamentare a Berna, o con una iniziativa popolare ai cittadini svizzeri, una proposta legislativa , che motivi le ragioni precise per le quali una legge quadro non può e non deve essere applicata allo stesso modo per tanti territori diversi tra loro per storia, utilizzo del territorio, e tradizioni nei diritti consuetudinari. Fare questo avrebbe significato prendere sul serio i principi del federalismo. Non averlo fatto evidenzia solo che altri interessi particolari e privati hanno pesato in Ticino per mantenere la situazione come la conosciamo.

 

Detto questo ribadiamo e chiediamo :

 

NO alla demolizione della cascina in val Pontirone, misura ipocrita e sproporzioinata di fronte ai mille abusi tollerati in passato in tutto il Ticino, senza il rispetto della legge quadro federale.

Le autorità politiche del Cantone Ticino facciano pubblicamente autocritica sul passato per il comportamento giuridicamente ambiguo che hanno favorito, assumano le loro responsabilità in prima persona, e riconoscano che, se lo stato di diritto è stato violato, questa violazione non deve ricadere solo sui proprietari dei rustici.

Si accetti di discutere di una moratoria in vista di una sanatoria in tutto il Cantone per le riattazioni del passato come primo passo concreto , proprio per l’esistenza di una responsabilità politica da parte delle autorità.

Il comitato “Cascine e stalle” favorirà la nascita di una associazione cantonale che raggruppi gli interessi dei singoli proprietari e di tutti gli enti toccati dal problema, per difendere e fare valere i propri interessi, fino a proporre una modifica della legge federale sul territorio.

Rendiamo attente tutte le autorità , a tutti i livelli, in particolare il DT e il Consigliere di Stato Marco Borradori, (coinvolte nella decisione di usare la demolizione della cascina in val Pontirone come capro espiatorio per confondere, con ulteriore fumo, lo stato del problema ) del fatto che l’esecuzione di questo ordine, sproporzionato ed irresponsabile, porterà ad uno stato di ulteriore caos, ad una esasperazione degli animi, ed a una situazione fuori controllo. Tra l’altro, a un aumento del clientelismo e del fai da te , le cui responsabilità saranno tutte politiche.

Noi siamo disponibili ad una soluzione concordata con le autorità attuali del Cantone, alle condizioni sopraesposte, perché siamo contrari alla filosofia del  “peggio è, meglio è”. Ci appelliamo per questo a tutte le autorità, dai Comuni ai Patriziati, dal Cantone alla Confederazione, affinché si prenda atto della necessità di fermarsi a riflettere per  cambiare strada , prima che sia troppo tardi.

 

 

27 settembre 2010 Il comitato Cascine e stalle :

 

Marco Boschetti, Caslano

Liliana Broggi, Biasca ,

Enrico Diener, Biasca

Alda Fogliani, Biasca

Vindice Fogliani, Biasca

Ilario Garbani, Cavigliano

Claudio Lepori, Bellinzona

Mauro Magginetti, Biasca

Alfredo P. Quarta, Arbedo

Graziano Rodoni, Biasca

Bruno Strozzi, Biasca

Olindo Vanzetta, Biasca

Moritz Vögeli, Winterthur.

 

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