Rileggiamo la storia del territorio alpino e del suo utilizzo


 

UNA  STORIA DI CASA NOSTRA .

Un’ analisi un poco farraginosa  apparsa all’inizio di aprile 2011 sul web  prevedeva la possibilità  che un esponente di Comunione e Liberazione (CL)  entrasse nel Governo ticinese. Come si è visto, la previsione aveva “solo”  sbagliato persona ( e prospettiva…) … Nel frattempo CL ha fatto un passo avanti nel costruire alleanze e si ritrova al centro di un nuovo blocco storico delle destre che si presenta al ballottaggio per le  elezioni federali al Consiglio degli Stati . L’alleanza infatti va dalla Lega dei Ticinesi ( ma non tutta… ),  ai “liberali” ( quali ?) , alla Curia, al centro-destra del PPD, all’ UDC ,  fino ad alcune propaggini nero/verdi… Una alleanza che punta all’obiettivo di 1) mandare a Berna quali soli rappresentanti del Ticino due rappresentanti  della destra clerico-populista , grazie anche ad un sostegno finanziario di grandi banche  2) Costruire il “partito unico” a livello del Governo  e del Legislativo cantonali. che metta tutta la “sinistra” radico-socialista in posizione subalterna e tenuta a collaborare in nome di un interesse “pubblico” confrontato con i guasti prodotti dalla crisi economica globale . 3) Obbligare in questo ballottaggio il candidato del PS   Franco Cavalli  e quello “radicale” del PLR Fabio Abate  a cercare accordi  dell’ultima ora, a 360 gradi , per sperare di avere qualche probabilità di successo, di fronte ai rispettivi partiti divisi al proprio interno  proprio di fronte alla strategia della destra.

In questo quadro la ricandidatura di un outsider moderato ( che si definisce “di area PPD”  ! )  come l’architetto  Germano Mattei di MontagnaViva   pone gli elettori della “sinistra” di fronte alla domanda a sapere quanto conteranno ( in negativo ) i voti trasversali raccolti da Mattei ( che potrebbero attestarsi sul 10%) per la possibilità di contrastare  il progetto della “grande  destra “. Ci si chiede che cosa hanno fatto finora i due candidati della “sinistra”  per concordare obiettivi comuni con Mattei  per cambiare l’immagine politica del Cantone da presentare a Berna. Praticamente nulla. Al contrario, hanno taciuto ufficialmente sui contenuti di Montagnaviva e pure sulla marginalizzazione dei suoi esponenti  nei media , TSI in primis,  durante i dibattiti elettorali.

I registi del teatrino della politica sembrano questa volta aver dimenticato di chiedersi cosa pensano realmente gli elettori, fidandosi delle tradizionali  “appartenenze di area” ( clamorosa la gaffe di Filpp_oregiatt Lombardi in TV quando ha detto a Mattei che i suoi voti dovrebbero “naturalmente” essere di area pipidina..e quindi gli spettano! Lungimirante arroganza da vero statista!  ).. Aggiungiamo miopia e visioni autoreferenziali di politici convinti che basti appellarsi ai propri meriti passati per avere l’appoggio dell’elettorato, ed abbiamo le premesse per una debacle storica del “social-liberalismo” in questo Cantone. Possiamo solo sperare che un ulteriore successo di un outsider come Mattei  riesca a togliere alcuni consensi al populismo. Per fare cosa, questo è tutto da scoprire. Il merito di questo cattolico moderato è per ora quello di aver dimostrato che esiste uno spazio politico per delle rivendicazioni delle “periferie” che tutti gli altri hanno dimenticato.

Dobbiamo chiederci   perché oggi il “leghismo”  in quanto nuovo populismo si presenta come  “nè di sinistra nè di destra”  ma vive e prospera sulle macerie della democrazia parlamentare e dei partiti. I suoi slogan  vanno però ad occupare il terreno che una volta era quello della sinistra Niente di nuovo ? Forse. Ma nuova è la situazione sociale in cui questa stessa cosa viene attuata oggi, e con un appoggio delle  gerarchie della Chiesa cattolica. La funzione politica di  Comunione e Liberazione  rischia di essere , in questo contesto, la vera novità. Non di quanto dice ( ma non fa ) il populismo di Giuliano Bignasca dovremmo preoccuparci, ma di chi ha la possibilità di collegare trasversalmente i consensi elettorali raccolti dal suo movimento con altre forze tradizionalmente inserite nelle stanze del potere e nell’amministrazione dello Stato. CL è l’organizzazione politica in grado di fare questo? Non lo sappiamo. Per certo però Sergio  Morisoli ( che nelle interviste indica con chiarezza alcuni suoi obiettivi ) non è espressione della Lega, ma è ora in condizione di utilizzare il potenziale di consensi che questo movimento  ha costruito in vent’anni,  soprattutto grazie alle debolezze della sinistra storica, compresa quella dei “radicali”. Criticare lui perché “di destra” e per di più membro di CL , in nome del laicismo e di una non meglio definita “democrazia” non servirà a convincere l’elettorato moderato e dimenticato dallo Stato a non votarlo. La vera carta di Sergio Morisoli non è l’alleanza con Lombardi  ma  l’assenza , “da sinistra”, di una proposta alternativa credibile per cambiare lo stato di cose presente. Anche nei rapporti con la Confederazione. Sulle ragioni storiche di questo dato di fatto varrà la pena di tornare.


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Commenti su: "Una storia di casa nostra- CL, ballottaggio e immobilismo della politica" (6)

  1. Ti rispondo che il tuo discorso è fantasioso ( e non risponde al tema da me posto ) perché : a) a te basta che Cavalli abbia “letto” la tua piattaforma per poter dire che esiste un “contratto” con lui ( ??? ) b) la “verifica” di quanto si vuol fare ( e ci simpegna a fare ) sta solo nel voto dell’elettore !!! Ma quale “verifica” può fare l’elettore , una volta che ha espresso il suo voto ? Qui mi pare che sconfiniamo in una forma di populismo ingenuo e confuso. Io ponevo il problema di come si può costruire una alternativa al sistema della delega ai partiti ( che tu conosci benissimo come funziona ): questo è il tema. Dire che “la gente è giudice massimo” è una ovvietà,( questo lo possono dire tutti!) ma non risponde alla domanda “che strumenti ha in mano l’elettore una volta che ha votato ?”. Cosa dobbiamo fare per costruire questi strumenti, che ora non ci sono ?

    Sono sinceramente sorpreso da questa tua incomprensione, ma forse sono io a non aver capito dove tu vuoi andare ?

  2. Bella riflessione. Molto impegnativa nella risposta. MontagnaViva pone i suoi temi molto più semplicemente: vedere al di là dei steccati che immobilizzano il paese. La montagna è libertà, sono spazi liberi, per l’uomo e la sua azione, i suoi bisogni in senso lato.
    Il resto personalmente mi intreressa poco. Essere vicno alla popolazione anoi tutti non è populismo. Populismo è cercaredi manipolare la popolazione! Noi su quella barca non ci stiamo.

  3. Aggiungo che, rispetto a quanto detto sopra, nulla cambia rispetto al fatto che Franco Cavalli cerchi ora apertamente ( nella volata finale ) i voti degli elettori di Germano Mattei, dimostrandosi aperto verso di lui. Questi sistemi basati sulle aperture verbali, che non siano fondati su un accordo preventivo e chiaro ,DI FRONTE AGLI ELETTORI, sui contenuti politici condivisi, servono solo a confermare le vecchie modalità dell’elettoralismo partitico, ma non costituiscono alcuna garanzia per gli elettori che, una volta eletto, un candidato si senta in dovere, e sia obbligato, di render conto delle sue scelte a livello del Parlamento. E sono nel contempo una scelta debole da parte di chi si vuole presentare come un innovatore della politica dei partiti.
    In gioco oggi non è soltanto l’elezione di un rappresentante del Cantone Ticino al Consiglio degli Stati, ma ci sono le possibilità di cominciare a METTERE IN DISCUSSIONE, DAL BASSO, il sistema di delega nelle elezioni che permette ai partiti, una volta chiuse le urne, di governare senza più dover rendere conto ai cittadini del loro operato. Questa è la verifica che dobbiamo chiedere oggi a chi si candida in un Parlamento. Premesso che sia evidente la diversa posizione politica di questi due candidati ( destra e sinistra non si equivalgono affatto !) ,la domanda é: se appare ovvio che non lo possiamo chiedere a Morisoli, perché invece dovremmo poterlo chiedere a Franco Cavalli ?

    • Bruno, vi sono due errori di fondo nel tuo ragionamento in gran parte condivisibile:
      1. MontagnaViva ha un programma ben chiaro e strutturato al suo sito http://www.montagnavia.info e sicuramente Franco Cavalli lo ha letto per condividere le posizioni e dire di appoggiare la mia persona. Questo è il CONTRATTO;
      2. la verifica politica c’è eccome, è la gente stessa che poi vota e sceglie. La gente è il giudice massimo e che determina i risultati.
      Buona giornata.

      • Ti rispondo che il tuo discorso è fantasioso ( e non risponde al tema da me posto ) perché : a) a te basta che Cavalli abbia “letto” la tua piattaforma per poter dire che esiste un “contratto” con lui ( ??? ) b) la “verifica” di quanto si vuol fare ( e ci simpegna a fare ) sta solo nel voto dell’elettore !!! Ma quale “verifica” può fare l’elettore , una volta che ha espresso il suo voto ? Qui mi pare che sconfiniamo in una forma di populismo ingenuo e confuso. Io ponevo il problema di come si può costruire una alternativa al sistema della delega ai partiti ( che tu conosci benissimo come funziona ): questo è il tema. Dire che “la gente è giudice massimo” è una ovvietà,( questo lo possono dire tutti!) ma non risponde alla domanda “che strumenti ha in mano l’elettore una volta che ha votato ?”. Cosa dobbiamo fare per costruire questi strumenti, che ora non ci sono ?

        Sono sinceramente sorpreso da questa tua incomprensione, ma forse sono io a non aver capito dove tu vuoi andare ?

        • Ottimo, oggi sono in relax e posso un po’ dibattere senza assilli particolari di scadenze.
          Risposta a a): Berlusconi sottoscrisse un patto con gli italiani, con tanto di firma da Vespa su carta pregiata. Beffa delle beffe…. Credo che leggere e condividere, per me che non ho “pensieri reconditi” mi basta e avanza. Poi vediamo se Cavalli risponde alle tue domande.
          Risposta a b): hai poca stima della gente e non è un’ovvietà. Credo che sa leggere e intendere. Se non condivide ha solo da votare in modo differente, sic e sempliciter. È il popolo che ha in mano il pallino e puòdecidere chi mandare qual e la con il voto, epsressione massima di democrazia. È lo strumento massimo che ha in mnao sempre e ogni 4 anni, anzi mneo se clacoliamo le diverse opportunità di voto. Si può persno chiedere la revoca di Municipi e Consiglio di Stato, cosa vuoi di più la rivoluzione permanente, i golpe ad ogni mese?? La scelta attuale è vasta, le persone ideali in tutto non eisstono. L’idea di MontagnaViva concreta e viva, basta Crederci! Agire!. Concentriamoci su questo, facciamo votare e votiamo poi vedremo. Buona serata, adesso vado a fare un giro. Ciao.

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