Rileggiamo la storia del territorio alpino e del suo utilizzo

Archivio per giugno, 2011

La soluzione sui “rustici” va cercata in una nuova politica del Cantone Ticino rispetto alle regioni periferiche

Visto il silenzio dei media sul tema, riportiamo il primo punto  del Comunicato no. 3  di Cascine e stalle .

  1. La richiesta di una moratoria  sul tema dei “rustici” significa per noi chiedere che il DT, prima di procedere ad eseguire eventuali ordini che provengono da Berna, per sanzionare casi passati che fossero ritenuti non conformi alla LPT , deve affrontare le ragioni persistenti di una diffusa situazione di illegalità nella riattazione di rustici e deve fare la sua parte di autocritica, non limitandosi ad attribuire ai proprietari la colpa di quanto è successo. Rileviamo che:

  • Se , come ha detto il Consiglio Federale nel 2007 , si erano verificate situazioni di illegalità da più di vent’anni nell’attribuzione di permessi di riattazione , la responsabilità è da cercare negli uffici del DT , e il Cantone non può politicamente ignorare il dato indicato dal CF.. Nessuna risposta  è stata data finora  ufficialmente a quel rilievo del Consiglio federale. Pubblicamente però si continua ad alimentare la lettura che la colpa sta solo a Berna.

  • Se si sono verificati  diversi casi di riattazioni fuori norma, che si scoprono solo oggi, non è più  possibile ignorare il fatto che il controllo del territorio da parte dei responsabili locali nei Comuni  o non esiste,  oppure  è  lasciato al caso , oppure ( peggio ) è alla mercè di un costume diffuso, secondo il quale vale la regola che  i responsabili degli Uffici tecnici  possono “vedere” solo quanto viene denunciato da singoli cittadini. È quanto abbiamo appurato a Biasca ( ma di certo esiste in tanti altri posti ) , dove la prassi   considerata “normale”:è quella secondo cui   là dove  non esiste denuncia privata del possibile abuso , non esiste l’abuso. Questa situazione si configura di fatto come un invito ufficiale alla delazione, ed è il sintomo di un imbarbarimento dello stato di diritto totalmente inaccettabile.

  •  Tutti sanno  che all’origine di tutte le difficoltà di applicazione delle regole per la riattazione di cascine e stalle, nel cambio di destinazione, vi sono una serie di articoli della LPT ( e della con seguente legge cantonale di applicazione ) che creano situazioni surreali e rendono difficile o impossibile una normale applicazione  di tali regole. Tutti gli  addetti ai lavori lo sanno. E tutti sanno che sono proprio queste difficoltà  ad aver portato a far crescere i casi disparità di trattamento e la prassi diffusa per cui  la gente, se può, preferisce evitare di seguire le vie legali e tende a trovare altre soluzioni. Ecco allora che, da parte del DT e del CdS , non aver mai posto chiaramente, con una presa di posizione politica di fronte al governo federale, la necessità di modificare la LPT ,  è stata una scelta  sbagliata. Scelta che però si deve  cercare di spiegare , individuandone  le  ragioni strutturali nel rapporto federale  Cantone / Confederazione , e quindi  nelle limitazioni dell’autonomia politica del Cantone per la gestione del territorio. Per  certo, oggi  non  possiamo più continuare ad  evocare ogni volta la mancanza di conoscenza della nostra storia da parte dei funzionari dell’ARE, anche se questo ha ed ha avuto   il suo peso. Ma lamentarsi senza essere propositivi continuerà ad alimentare  solo sentimenti di frustrazione .

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Un comunicato stampa di “Cascine e stalle”.Ribadita la necessità della moratoria.

TORMENTONE RUSTICI comunicato stampa Cascine e stalle

Dopo la presentazione delle firme per una petizione  sulla moratoria, Cascine e stalle si fa viva con un comunicato in cui ricorda che il termine assegnato al DT per rispondere nel merito dei ricorsi è stato posticipato al 31 gennaio 2012.

Appare necessario riprendere l’iniziativa sul tema.

Il progetto Econnect

Le Alpi sono senza dubbio una delle catene montuose più note al mondo. Oltre a essere ricca in termini di biodiversità, è anche altamente popolata. La creazione di aree protette è stato il mezzo con cui spesso è stata tutelata la conservazione dell’ambiente naturale. Tuttavia, un altro aspetto di vitale importanza nel processo di conservazione è la realizzazione di un sistema di interconnessione tra le diverse aree tale da permettere la migrazione delle specie lungo l’intero arco alpino. Il flusso genico attraverso le Alpi è di vitale importanza, soprattutto per alcune specie costrette a confrontarsi con trasformazioni ambientali causate dai cambiamenti climatici. Al fine di proteggere con successo la biodiversità alpina è necessario, quindi, un approccio coordinato e sovranazionale che sia conforme col quadro giuridico proposto dalla Convenzione Alpina.
Il progetto ECONNECT ha come obiettivo l’incremento della connettività ecologica nelle Alpi. Questo progetto mira a coinvolgere alcune organizzazioni internazionali legate alla Convenzione Alpina, istituti scientifici e istituzioni locali. Tutti questi enti hanno unito le loro forze non solo per dimostrare la necessità della connettività nel territorio alpino, ma anche per vagliare le migliori ipotesi per garantire un’azione coordinata di sviluppo di sistemi innovativi al fine di promuovere la connettività ecologica.
 
 

Un convegno della CIPRA : rendere le Alpi energeticamente autosufficienti, è possibile ?

http://www.cipra.org/it/CIPRA/cipra-slovenia/convegno-annuale/convegno-annuale-2011

 

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