Rileggiamo la storia del territorio alpino e del suo utilizzo

Archivio per ottobre, 2010

La rete dei sentieri ticinesi: perché il PUC esclude una parte importante di questa rete ?

Ecco perché il PUC non è accettabile.

Nel tentativo di capire quali criteri siano stati usati  nel PUC  ( Piano di utilizzazione cantonale ) per delimitare le “zone protette” , ed analizzando il caso di Biasca, abbiamo “scoperto” che una parte importante della rete esistente dei sentieri nella regione alpina sono stati esclusi dalle aree degne di protezione. Secondo quale ragionamento ? Per capire quale enorme contraddizione questo comporti , basta confrontare le mappe in cui ( oggi ) sono rappresentati i sentieri  catalogati come sentieri escursionistici ( vedi il sito di Associazione Ticinese per i Sentieri Escursionistici (ATSE) www.atse.ch  , e il sito www.ti-sentieri.ch ) , con la rete dei vecchi sentieri esistenti  ( visibili sulle carte topografiche 1:25’000 ) , rispetto alle zone delimitate come “protette” operata dal PUC. Lo facciamo qui mettendo a confronto alcune mappe settoriali , cominciando da quella che meglio conosciamo, il territorio del comune di Biasca.

Questa è l’immagine da satellite della area di tutti i monti e alpi di Biasca , dai 350 m.sm ai 2100 m. circa .

 

Con un doppio clic  sull’immagine  qui sotto aprite invece  la mappa delle zone protette o escluse dalla “protezione” , nel comune di Biasca. Quando l’avete aperta guardate sulla carta i sentieri  ( linee tratteggiate ) che partono dall’abitato di Biasca in direzione dei monti, e vedete che nella prima parte ( fino ad un determinata quota ) non sono inclusi nell’ area protetta. Dopo di che, vedete  questi stessi sentieri, ad alta quota, che  continuano ma sono fuori dalle aree protette. Quale è il senso di tutto questo ? Quale logica “di protezione” è stata usata ? Lungo questi sentieri sono situati tutti gli edifici esistenti , riattati o meno. Perché invece non usare il riferimento ai sentieri proprio per definire le zone ” meritevoli di protezione”  e quindi anche gli edifici ?

Cliccando qui aprite invece la mappa dei sentieri ufficialmente considerati “escursionistici” finora sul territorio di Biasca .  ( in rosso il tracciato dei sentieri ).

Come si vede partono dal fondo valle per raggiungere le più alte quote, dove sono situate anche le capanne dell’ UTOE.

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Un intervento di un lettore: Borradori vittima o complice ?

Un lettore intervenuto precedentemente aveva esposto queste considerazioni che riproponiamo qui.

I termini  di un problema irrisolto: che fare ?

In che modo il PUC affronta realmente questo problema ?

Nel giudicare la posizione di Borradori ( vedi estratto qui sotto ndr )

vi consiglio di tener conto del contesto attuale in cui si situa. Marco Borradori è tenuto, di fronte alla pressione di Berna, a dimostrare di essere in grado di far rispettare la legge, considerato che i funzionari dell’Ufficio federale dell’ARE hanno, da sempre, dimostrato scarsa fiducia nella possibilità che il DT sia realmente in grado di di far rispettare le decisioni prese. Questa situazione pone il Cantone Ticino in una situazione di tipo paranoico: da una parte gli si chiede di ripristinare la legalità rispetto alla Legge quadro federale, dall’altra gli si fa capire che da Berna non gli si fa fiducia, visto i trascorsi.
Alla fine chi ne esce con le ossa rotte è in effetti la credibilità dell’intera classe politica ticinese ( e con essa l’immagine dei Ticinesi ), non solo rispetto alla burocrazia federale ( funzionari che immaginano di essere cavalli di razza solo perché usano i paraocchi ), ma anche ( e quel che più conta ) rispetto all’opinione pubblica della Svizzera tedesca e francese, per la quale il Cantone Ticino sembra contare politicamente meno che il due di briscola, e se non fosse per il sole, i laghi, i monti e … i rustici, e ..le banche sarebbe considerato solo un fardello che la storia gli ha purtroppo consegnato in custodia …per colpa delle megalomanie di un generale Corso …
Il mio invito va quindi in questa direzione: facciamo ( fate ) in modo che il DT sia messo in condizione di rivendicare i diritti del Cantone entro lo stato federale, facendo valere finalmente l’argomento base , che spiega la situazione creatasi nel caso dei “rustici”: la vera causa del pasticciaccio giuridico in cui il governo cantonale ed il DT sono stati obbligati a lavorare negli ultimi 30 anni è la Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT ), la cui applicazione produce reali contraddizioni pratiche e giuridiche.
Il fatto di non aver mai presentato di fronte all’opinione pubblica svizzera i termini reali del problema, con una proposta di modifica della concezione che sta alla base della LPT, e quindi con una iniziativa legislativa che obbligasse l’intera Svizzera a pronunciarsi su un tema che investe la stessa pratica del federalismo per tutti i cantoni ( rapporto Confederazione/Cantoni e viceversa ), ha messo lo Stato cantonale ticinese in una condizione di totale incapacità di iniziativa politica verso lo stato centrale , obbligando i responsabili del DT a trattare con funzionari federali , i quali riescono ad imporre loro la propria miopia culturale spacciandola per rigore , proprio perché si rendono conto che i funzionari del nostro DT non hanno dietro di sè una forza contrattuale tale da poterli realmente sostenere. ( Osservo per inciso che, scambiare per “balivi” questi impiegati dell’amministrazione federale , per scopi di bassa …lega, vuol dire fare un cattivo servizio al Paese , oltre che dimostrare di non conoscere la storia ).
Chi è causa del suo mal pianga sè stesso, si dovrebbe dire. Ma sarebbe ancora fare del vittimismo, il classico vittimismo recriminatorio che affligge da tempo anche la categoria degli intellettuali di regime di tutti i colori, che mai si sono sentiti di “sporcarsi le mani” con la politica reale, e con i problemi del federalismo , preferendo occuparsi ( salvo rare eccezioni ) soltanto di Cultura , di Italianità , o di Identità ,naturalmente regolarmente sussidiati da Pro Helvetia, lasciando pilatescamente la responsabilità ai “politici” di produrre proposte politiche sul terreno concreto. Naturalmente citando Stefano Franscini appena gli capita l’occasione di dimostrare di aver studiato.
Concludo qui dicendo che avete tutto il mio sostegno in quanto cercate di fare, ma invitandovi ad essere più realisti. La moratoria sui rustici il DT non ha la forza contrattuale per sottoscriverla apertamente , e tantomeno può proporre una sanatoria in questo momento. Sarebbe come chiedergli di tagliarsi le palle e di gridare forte “quanto mi piace”. A MENO CHE non gli si mettano in mano altri strumenti economici per dare avvio , nel caso della politica ambientale e dello sviluppo turistico, ad una iniziativa che si proponga di investire non parole ma soldi veri nella valorizzazione proprio dello spazio alpino e delle sue attuali , grandi , potenzialità. Ma per fare questo si deve decidere di mandare a spasso gli ectoplasmi del turismo e della “cultura cinematografica” come i vari Solari , per dare invece fiducia a chi i problemi locali e regionali li conosce, e che non ha bisogno di andare in giro a vendere fumo a peso d’oro, grazie ai soldi dei contribuenti, per dimostrarlo. Ma questo sembra un altro discorso …

ArielPuck

Incontro del 18.10.2010 con Marco Borradori, Vinicio Malfanti, Moreno Celio, Olivier Chassot.

Presentiamo i punti  esposti e discussi da Bruno Strozzi ed Enrico Diener ( del comitato Cascine e stalle ) durante il colloquio del 18.10.2010 con il consigliere di Stato Marco Borradori ed i funzionari signori Vinicio Malfanti, Moreno Celio, Olivier Chassot.

Cliccare su:
Ci riserviamo un commento su questo Blog , a proposito di questo incontro , a partire da domani giovedì 28.10.2010.

Una risposta dell’arch. Germano Mattei

cascina del Mött a ca. 2020 m.s.m., sul sentiero Foroglio – Val Calnegia – Laghi della Crosa  ( foto inviataci dall’arch. Mattei )

Riceviamo dall’arch. Germano Mattei una lettera importante. La pubblichiamo integralmente ad informazione dei nostri lettori.

lettera da arch. Germano Mattei

Chi è l’architetto Germano Mattei

La Fondazione Valle Bavona, un grande  esempio di iniziativa regionale  : il sito web , con alcune stupende immagini di documenti della civiltà contadina.

Un modello di ricorso contro il PUC

Segnaliamo un modello di ricorso che ci perviene dal comune di Brissago, utilizzabile dai singoli proprietari di rustici che sono esclusi dal diritto di essere riattati , secondo il PUC-PEIP.

Ricordiamo che il termine per il ricorso scade il 3 novembre alle ore 18.00.

2010 10 13 – PUC-PEIP progetto RICORSO

Il modello di ricorso lo trovate anche sul nostro sito www.cascinestalle.ch

Ricordiamo ancora l’invito a firmare la Petizione di Cascine e stalle per la moratoria sui “rustici”. Cliccate  su www.cascinestalle.ch
 per andare sul sito e firmare.

Una lettera al Comune ed al Patriziato di Biasca, alla RTV e all’Ente turistico Biasca e Riviera

Segnaliamo che abbiamo indirizzato ieri una lettera al Municipio di Biasca, all’Ufficio tecnico comunale, all’Ente turistico Biasca e Riviera, alla Regione Tre Valli, al Patriziato di Biasca,

con copia a tutti i Patriziati del Cantone ed al consiglio dell’Alleanza patriziale svizzera.

La stessa lettera è stata trasmessa oggi a tutti gli Enti turistici regionali del Cantone Ticino.

Trovate il testo  Lettera al Comune e al Patriziato di Biasca, all’Ente turistico ed alla Regione Tre Valli

…aspettando Natale…Proposta per un concorso di idee

... sperém ca fiochi ...insci tütt l'è bianch in Val Pontron...

foto da  www.alpi-ticinesi.ch

—> Concorso di idee per i lettori del nostro Blog 

CLICCATE  su  Troviamo lo sponsor con la nostra creatività …
 
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